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Sorvolare un 4278, la piramide del Fisteraarhorn

 Il giorno 22 agosto 2023 ci troviamo ad Airolo per iniziare un'avventura inaspettata. Alle otto entro nel “pick-up“ dell'amico Marzio Ambrosetti, assieme c'è l'amico Eros Cavargna e il giovane Martino Ambrosetti (figlio di Marzio) e saliamo i tornati che ci portano al passo della Novena (2555 m). Da lì possiamo scorgere una piramide la cui sommità è situata a 4278 metri, un colosso granitico di rara bellezza. Si tratta del Fischterarhorn!

 Vista la mia fervida fantasia mentale, inizio a fantasticare sul fatto che un giorno a l'altro intendo riuscire nell'impresa di scalare questo 4000 con il mio parapendio. E se fosse proprio oggi la giornata ideale per sorvolare il gigante? Durante il viaggio discutiamo sulle strategie proponibile per iniziare questo volo Cross Country e, sopratutto, il raggiungimento di un obiettivo alla nostra portata. Una volata arrivati al Fiescalp non ci resta che fare una meravigliosa colazione a base di caffè e latte e i “nussgipfel” locali. 

 La giornata si preannuncia ottima e i primi piloti iniziamo a scalare le prime termiche proprio in zona alpe. Ci prepariamo con attenzione e in pochi minuti riusciamo a entrare nella grande bolla assieme a una ventina di colleghi di volo. Altri piloti sono il termica in zona Tälligrad a quota relativamente alta. Guadagniamo subito un 300 metri buoni di quota e sicuramente la giornata “termica” è iniziata. Marzio e Martino sono già più avanti in direzione est, ovvero verso il Grimsel. Eros ed io li seguiamo ma, attraversato il fiume Wisswasser, perdo molta quota tanto che arrivo a mala pena a agganciare una “termichina” sotto la stazione di Flesche a quota 2000. Cominciamo bene... sì, sono ancora al quota iniziale ma gli amici oramai se ne sono andati.

 Alla stazione di Flesche cerco subito una termica e, dopo alcuni tentativi, la trovo sulla cresta di Furggulti a quota 2400, riesco a salire fino alla cima di Risihorn. Va tutto bene finché perdo di nuovo la bolla ma in compenso mi trovo davanti un magnifico esemplare di gipeto. Dopo l'osservazione dell'avvoltoio riprendo il volo termico a Furggulti e finalmente mi trovo in una nuova zona rocciosa e leggermente pianeggiante chiamata Talli. Mi trovo d'innanzi un paio di laghetti alpini. Lavoro duramente per tenere la mia quota di 3000 metri ma non sono sereno, devo trovare la termica principale altrimenti il mio lavoro sarà assolutamente inutile! Inizio a veleggiare sulla cresta di Setzehorn, avanti e in dietro finché, a un certo punto e come per magia, riesco a trovare la termica madre (ora so dove si stacca!) e inizio a volteggiare sempre più in altro controllando che la mia quota sia abbastanza altro da raggiungere la vetta del Wasenhorn a 3447 metri di quota.

  Ora i giochi diventano duri. Sto guadagnando quota sopra il Wasenhorn quando tre piloti sono sopra di me e volano in direzione del ghiacciaio di Glami. L'occasione non è da perdere, ho già perso i miei amici ticinesi e quindi devo trovare una strategia di volo. Sono anni che sogno il Fiscterarhorn ed è questa l'occasione di raggiungerlo. O perlomento tentare il tutto per tutto per avvicinalo! Quadagno ancora un paio di centinaia di metri di quota seguendo le termica che mi porta in direzione nord-ovest e mi sgancio da essa quando si affievolisce. È il momento di attaccare la prossima vetta chiamata Fisteraarothorn, l'anticima del Fiesterarhorn situata a 3530 metri. Ma per arrivarci devo attraversare il Gamigletscher e quindi cerco di “trimmare“ la mia vela lavorando con le bretelle “C“ in maniera di poter avanzare tenendo una miglior finezza. Un lavoro d'equilibrio sulla cresta della montagna cercando di sentire il minimo aumento di quota, è tutto difficile ma se la strategia è quella giusta posso avvicinarmi alla piramide.

 Ho attraversato l'anticima Fisteraarothorn e ora si tratta di fare un ulteriore sforzo per salire di 500 metri che mi mancano per arrivare in zona vetta. Mi trovo a cavallo di due ghiacciai, a destra vedo lo Studerrgletscher mentre a sinistra ecco il Fieschergletscher, e il panorama e da sogno e è il mio mondo. Mai nella mia vita mi ricordo un momento simile! 

 Continuo l'avventura e a questo punto mi trovo un brulicare di parapendii che sono arrivati un po' da est un po' da sud. Siamo molti ad attaccare la vetta e tutto sembra funzionare bene. Non si sale troppo velocemente ma riesco a guadagnare quota. Sono a 3600, 3700, 3800. 3900 e, parlo per tutti, ci divertiamo un sacco. Sto per fare il ”soaring“ più bello della mia vita ma capisco immediatamente che di tutti i piloti che volano sopra di me nessuno ha ancora toccato la cima. Che succede?

 Durante il viaggio ho letto attentamente i dati all'interno dell'applicazione “XC-Therm”  mi sono accorto che la “base cumulo” era situata a 4000 metri di quota per cui, in pratica, tutti i piloti hanno raggiunto questa quota ma salite oltre questo limite è alquanto complicato. Cerco di sorvolare le vetta a est e a ovest ma trovare una termica che possa forare questo limite meteorologico potrebbe essere alquanto difficile. Visto che di natura sono un tipo caparbio cerco attentamente una possibilità volando a questa quota per una buona mezz'oretta! Nel mentre mi trovo d'avanti l'amico pilota Martino che sicuramente ha in testa gli stessi obiettivi mei... ovvero arrivare alla quota di 4300. La quota della cima del Fieschterarhorn. 

 Ora é il momento di sperare della fortuna. So che da una qualche parte c'é una termica, o forse più di una, che è scappata plafone ed é il momento di cercarla. La termica in questione dovrebbe essere una colonna d'aria calda (più calda dell'aria circostante) più potente della media generale in quella zona. Ecco perché a volte riusciamo a salire anche trecento metri sopra alla “base cumulo”. Riesco a galleggiare sulla quota e questo mi rende più sereno ma so che posso farcela, anche se la maggior parte dei piloti se ne andata in altri lidi. A un certo punto il variometro mi segnala un picco di salita e quindi mi sposto nella zona dove si può salire oltre il plafone. È quasi fatta anche se ora é il pilota che deve raschiare il fondo e trovare l'esperienza e l'istinto necessari per tenere questa “colonna d'oro”. Riesco a guadagnare metri su metri finché a un certo punto mi trovo all'altezza di sua maestà, sfrutto la termica che lentamente di affievolisce e ecco che mi trovo alcuni metri sopra il Fieschterarhorn. È fatta, finalmente ho scalato il mio 4000 con un parapendio Swift24 di tipo B della ditta Ozone.

 Con il senno di poi avrei potuto restare più a lungo in questo meraviglioso posto ma a causa di un “timore reverenziale” mi allontano dalla montagna e vado in direzione della famosa cima dell'Eggihorn. Attraversato il Fieschergletscher mi trovo in un vento abbastanza sostenuto per cui non ho voglia di forzare quest'aria fastidiosa e mi sposto verso il massiccio del Grossen Wannenhorn seguendo la cresta del Triftgrat ad una quota di 3000 metri. All'inizio della cresta il vento si placa e diventa una brezza termica monto piacevole. Passare questo tratto di “soaring“ é il massimo che un pilota  di volo libero possa desiderare, e lo faccio con molta calma finché non mi trovo davanti il Re dei ghiaciaii: l'Aletsch. Sono sulla punta del Klaine-Wannenhorn!

 A questo punto capisco che è un po' presto per atterrare a Fiesch (peccato che non ho fatto ancora un po' di ”soaring” sul Fieschterarhorn) quindi devo trovarmi un passatempo avventuroso e così volo sotto i cumuli della cresta sinistra dell'Aletschgletscher pensando alla rotta che potrei fare. Inizialmente volo in direzione del Eggishorn al filo dei 4000 ma capisco che andare a ovest verso Bettmeralp e Riederalp vuol dire perdere quota,  e comunque ho già esplorato la regione un paio d'anni fa. Potrebbe essere un'allettante l'idea di avventurami nel cuore dei colossi in direzione nord/ovest ma dovrei attraversare il grande ghiacciaio “Aletschgletscher” nel punto più largo e anche in questo caso la manovra potrebbe essere rischiosa, o comunque da me inesplorata. 
Inizio quindi a esplorate la sponda sinistra del ghiacciaio in direzione della vetta del Klaine-Wannenhorn che ovviamente me lo trovo sopra di me in quanto ho perso quota attraversando la zona del piccolo lago di Märjelensee ma una dolce brezza mi porta lentamente verso l'altro attraversando le pareti rocciose tra lo Strahlhorn e il Grossen-Wassenhorn. 

 Anche in questa parte della montagna sto volando bene con tranquillità. Forse le termiche che si staccano tra il ghiaccio e la morena principale dell'Aletsch creano un vortice ideale per volare in tutta sicurezza. È vero che a volte alcune bolle sono più forte ma è sopratutto sulle pareti rocciose che si scatenano, altrimenti le altre bolle si infilano nelle vallette laterali per poi sparire verso l'altro. Cerco di visualizzare questo turbinio di brezze e venti che si sviluppano già dalle prime ore del mattino e, in modo continuato, fino a quando il sole tramonta. Una fantastica magia della nostra natura.

 A questo punto l'avventura continua vale la pena di entrare nel ghiacciaio principale e lo faccio continuando sulle creste a sinistra dell'Aletsct. Sono alquanto emozionato ma, nelle stesso tempo, ho voglia di scoprire una zona alquanto selvaggia e sicuramente meravigliosa. Il mio è un volo altalenante per il fatto che un momento sono in termica e un momento dopo sono in discendenza. Mediamente però riesco a guadagnare quota e in questo modo avanzo verso nord vedendo sempre più vicino le vette dell'Eiger (3967m), del Mönch (4110m) e la meravigliosa Junfrau (4158m). La cosa più affascinante per un pilota di cross è trovarsi nel cuore delle montagne più belle della Alpi e a qual punto potrei continuare verso la cresta che mi porterebbe al Grossen Grünhorn (4043m) e più avanti verso Fiescherhörne (4049m) ma non vedo nessun collega di volo e forse potrebbe essere azzardato volare oltre, o magari oggi sarebbe la giornata ideale per sorvolare il mitico pizzo dell'Eiger. Sicuramente ritornerò finendo il lavoro fatto oggi e quindi transito la boa del Fiescher Gabelhorn (3876m) e torno verso Sud.

 Mi giro un paio di volte guardando il superbo quadro che sto per lasciare con molto dispiacere. Ritorno con molta calma nella zona di Eggishorn e l'aria è di una calma surreale, si vola con un estremo relax e mi chiedo dove potrebbe essere il ribollimento dei venti che in ogni caso stanno girano. Siamo alla fine del pomeriggio ma il sole sta ancora scaldando i pendii esposti. Superato l'Eggishorn sono in zona decollo, dove questa mattina ho iniziato a volare, e sento alcune termiche mi fanno galleggiare. La situazione sembra favorevole ma sento che qualcosa sta cambiando in zona Fieschalp. E non è niente di buono!

 Trovo delle termiche alquanto violente e, ovviamente, ci saranno discendenze. Infatti eccole anch'esse abbastanza forti per cui ho due possibilità, la prima è quella di continuare a volare in direzione sud cercando di toccare le cime di Eggerhorn (che non è Eggishorn)  e di Grossen Fülhorn  sul filo dei 2500 metri. Potrebbe essere una buona idea ma ho ancora nella mente i 4000 innevati per cui non se il santo vale la candela. Dovrei doveri attraversare il fiume principale Rotten e sui quei pendii il vento di valle dovrebbe essere più blando. Decido comunque di atterrare, anche se l'impresa sarà ardua l'orario pomeridiano. Infatti per un dislivello di 800 metri mi rassegno a perdere quota toccando punte di 6/7 metri al secondo. Un venti minuti non assolutamente simpatici, ma quando mi preparo all'atterraggio la brezza di valle si tramuta in vento discendente che arriva dai ghiacciai per cui abbastanza tranquillo. Un finale dolce in un prato preparato appositamente per i piloti, una zona di piegatura da leccarsi i baffi e “dulcis in fundo” il bar dei parapendisti dove mi gusto una dolce birra ambrata assieme agli amici ticinesi e italiani.

Giro della Svizzera in parapendio

Quest'anno ho deciso di girare tutta la Svizzera salendo montagne e alpi, prendendo funivie e seggiovie, camminando e pedalando.... alla scoperta dei posti più caratteristici e selvaggi nella nostra meravigliosa nazione, cuore della fantastiche Alpi.

“Livemotiv” di questa impegnativa avventura è il parapendio con il quale potrò scendere dalla montagne o sorvolare una cresta volando per diversi chilometri alla ricerca di nuovi posti da fotografare.

Il cantone Ticino l'ho sorvolato il lungo e in largo per 34 anni e questa primavera l'ho sorvolato la Luganese fino al Pizzo Lucendo in val Bedretto in un solo volo scoprendo posti selvaggi di rara bellezza. Alla prossima puntata durante la quale vi parlerò della meravigliosa avventura Jura hike&fly......

Quattro voli “cross-country” da Dagro a Olivone

È diventata una classica la tratta che va da Dagro (Malvaglia) a Olivone in cima alla valle di Blenio. Ho viaggiato per quattro volte su quote fissate du minime do 1250 a massime di 2200 metri quando la base dei cumuli variava, ma si situava su 2000 metri. Tutte le volte ho attraversato la val Soi riuscendo a prendere quota nella zona dei monti di Prato d'Oro  (Pradöira) e riuscendo a sorvolare la punta della fantastica cima del Sosto.

Stop ai voli hike&fly causa pandemia

Causa la pandemia mondiale e i gravi problemi sanitari ho smesso di volare con il parapendio e lo sci escursionismo per solidarietà verso tutti i medici, paramedici, infermieri e personale sanitario in generale che lavorano al 100% per salvare vite umane.

Mi sembra normale che un qualsiasi infortunio potrebbe togliere personale a che é già operato di lavoro con turni impressionati. 

Stamo a casa!

I Falchetti del luganese

I falchetti del Luganese è un gruppo spontaneo di amanti della montagna e del volo libero nato il 01.01.2020. I fondatori del gruppo sono Réne Fil di origlio e Romano Loehrer di Comano, entrambi amanti del parapendio, hanno pensato di ripercorrere tutti i sentieri del Luganese salendo le vie che portano a una vetta per poi decollare versi l'atterraggio. L'attività viene chiamata Hike&Fly, ovvero cammina e vola!