Il sito “Lamantino” è nato per amore la Natura e la Famiglia

La creazione del sito è scaturita dalle mie passioni riguardanti la natura e la montagna nelle sue innumerevole forme e peculiarità. In collaborazione con mia moglie Lorenza abbiamo cercato di trasmettere questa passione ai nostri figli Alice (2000), Martino (2003) e Cecilia (2008) che ancora oggi ci seguono nelle nostre avventure. All'interno del sito si possono scoprire fotografie, video e informazioni sulla “Wild Nature” ovvero la natura selvaggia delle nostre valli. 

Buona navigazione da SciaMano!

  • bosco.bivio
    bosco.bivio intestazione
  • Capanna Feusc
    Capanna Feusc


  • Pilota brevettato con licenza ufficiale di volo libero - cat.parapendio (1988) 
  • Monitore di volo libero - scuola di Volo Libero di Lugano (1989-1996)
  • Diploma d'istruttore di sci svizzero a Flunserberg (1993)
  • Pilota con licenza ufficiale «biplaces», cat. A parapendio (1994)
  • Brevetti sub: Open Wafter '94 - Advanced Open '95- Rescue Diver (1996)
  • Brevetto federale d'istruttore di sci grado 3 (2005)
  • Festival della Cinematografial della Montagna: concorso videoamatori Teleticino 3° posto con il documentario «Una seconda possibilità» (2015)
  • Giurato presso il Festival Coupe Icaro a San Hilaire in Francia (2015)
  • Il nuovo libro “Tra i cieli del Ticino” 
  • Collaboratore della “Rivista di Lugano” e “Vivere la Montagna
  • Giornalista presso il Festival Coupe Icaro a San Hilaire in Francia (2019)


Nella primavera del 1988 mi iscrissi a una giornata di prova per scoprire il mondo del parapendio

Iniziai ad arrampicare a 16 anni e la mia infanzia fu costellata da fine settimana in val di Blenio a Casserio, fu quindi d'obbligo per tutti questi anni seguenti d'avventura di avere sempre con me una Canon, il sacco da montagna e la tenda.
Scoprii l'attività di parapendio nel 1988 presso la Scuola di Volo Libero di Lugano e da quel giorno la mia vita cambiò radicalmente: scoprii il fantastico mondo del volo libero ovvero il veleggiamento (sharing). Alla fine di settembre dello stesso anno ottenni il mio primo brevetto di parapendio della Federazione Svizzera Volo Libero. Nel 1989 iniziai a collaborare attivamente con Lino Chiodero, istruttore e esaminatore federale di delta e di parapendio presso la FSVL, la scuola da lui gestita. Fu un periodo intenso e fantastico in quanto imparai i trucchi del mestiere grazie anche agli amici Fernando Pescia detto «ul Paco» e Lauro Rezzonico dello «ul Girela». Colleghi di lavoro furono anche Raoul Gianinazzi e Andrea Maeder.

Nel 1991 consegui il diploma di maestro di scuola e iniziai a concentrarmi su due importanti obiettivi: da una parte trascorrere più tempo possibile sulle nostre Alpi e dall'altra cercai di affinare le tecniche del volo libero.  L'anno '93 fu molto importante in quanto conseguii di brevetti: il diploma di istruttore di sci a Flumserberg (San Gallo - aprile) e la licenza ufficiale di parapendio «bi-places» a Vionnaz (Vallese - maggio). A Flumserberg iniziai una doppia avventura meravigliosa in quanto, durante il corso di maestri di sci, conobbi mia moglie Lorenza ed ella ebbe l'onore di volare, come mio primo passeggero biposto, tra i cieli della Capriasca salendo a 1800 metri durante il volo serale di rara bellezza. La mia vita cambiò radicalmente! Continuai a lavorare nella scuola di Volo Libero di Lugano fino al 1996 quando Lino chiuse i battenti della scuola, smise l'attività di parapendio e la prima fabbrica di parapendio al mondo smise l'attività. Si trattava della conosciuta “Ailes de Kalbermatten”. Fu il momento di dare una svolta alla mia vita cercando nuove sfida sportiva quali la subacquea e la corsa podistica.


Alla scoperta delle immersioni e della musica

Mia moglie Lorenza ed io dal '93 al '99 visitammo territori, fiumi, laghi e mari in alcuni angoli del mondo alla scoperta della natura curiosi e incantevole che trovammo in queste nazioni. Prima fra tutte la nostre incantevole Svizzera, e in modo particolare passammo molto tempo a Casserio (Blenio) e a Bivio (Grigioni). La scoperta di Sharm el Sheikh, Hurgada, l'isola di Pemba, le isole del Mediterraneo e le terre francesi ci diedero nuovi stimoli subacquei. Il meraviglioso viaggio di nozze in Florida, da mio zio Mario e mia zia Judit, e l'avventura della costa ovest alla scoperta dei parchi nazionale USA ci lasciarono nella mente un'alone di magia.  
Continuai l'attività di volo libero ma lentamente lasciai il parapendio e fui impegnato con il lavoro di maestro di scuola elementare, le mie immersioni e la mia attività di cantante e chitarrista. La nascita della mia primogenita Alice (2000) ci cambiò parecchio la nostra vita, eravamo molto impegnati come genitori ma a volte cercavamo delle scappatoie in montagna o sottacqua. Dal canto mio continuai a lavorare, nel fin settimana, come istruttore di sci, a suonare con il mio gruppo e a collaborare con la colonna di soccorso del Club Alpino svizzero. Il volo rimase nel cassetto in quanto nel corso degli ultimi voli capii che nella mia mente la paura di una caduta s'infilò in un qualche remoto angolo del cervello. Dopo la nascita di Martino (2003) continuati le mie attività girando tra i boschi di Comano e in Capriasca con il mio rampichino e sempre lo stesso anno finii la maratona dei mondiali al Tamaro arrivando al traguardo con ancora un po' di forze tra le gambe, Con degli amici di sci e montagna partecipammo anche (per diversi anni) alla gara di rampichino “24 ore” di Mendrisio migliorando la nostra tecnica ma soprattutto rinforzando l'amicizia che ci univa. Anche la maratone del Generoso mi diede grandi soddisfazioni correndo in posti di una bellezza rara. Ci misi tempo prima di risalire su una montagna con un sacco di parapendio. L'amico Marco Zoppi (detto il Lino) consigliò di provare una nuova vela e per farlo salimmo il Generoso un pomeriggio sul tardi quando le termiche si sarebbero affievolite. Decollai con un certo timore reverenziale ma subito dopo, in volo, mi ritornarono tutte le belle sensazioni che da anni erano ormai nascoste in un cassetto del mio cervello. Convito di volare per un massimo di un quarto d'ora, volai per più di un'ora con questa eccezionale vela chiamata Aspen.1 (Gradient), Rispetto alla mia vecchia vela “Cristal” (Ail de Kalbermatten) capii che l'evoluzione aveva fatto passi da gigante e mi trovai a volare in termica duecento metri sopra il livello del decollo assieme a due piloti che stavano volando vele da competizione, erano gli amici del Club del Generoso. Ero ormai a cavallo! Questi nuovi stimoli mi darono un nuovo slancio e comperai la mia nuova vela, ma al livello psicologicamente non ero al 100%, la paura la faceva da padrone per cui volavo poco male .


Nel 2007 uno stop forzato... un'emorragia 

cerebrale seguita da un ictus mi hanno debilitato!


Nel 2007 inizia una bellissimo anno fotto di gare, musica, e poco parapendio ma una grave malattia cerebrale, il 26 novembre, mi blocco completamente, anima e corpo per cui ritornare alla normalità doveva essere una priorità. Ma come fare? Oltre all'emorragia cerebrale, poi riassorbito in un paio di giorni, i dottori fecero un'angiografia che non ebbe un esito positivo. Nel mio cervello morì una parte di cellule pari a una noce. Era affetto da una grave afasia per cui non riuscii ne a parlare e, per alcune settimane, ne spostarsi con le mie gambe. Per alcune settimane fu «mia amica» una sedia e rotelle. 

Nel frattempo era in procinto di nascerestava la terzogenita Cecilia. Ero ospedalizzato ella clinica Hildebrand di Brissago (Suisse) e il dottore del piano(che fino allora era restio a lascarmi andare) mi concesse un concedo di un giorno per seguire la nascita della piccola. Fu una giornata uggiosa di gennaio 2008 e il miracolo avvenne alle 23.45 presso la clinica Sant'Anna di Lugano.  

Immaginavo che tornare alla normalità era una missione quasi impossibile ma, tenace come sono, trovai delle strategie per uscire dal fondo della «fossa delle Marianne». Iniziai una vita quasi «normale», anche se avevo questa grave afasia che non mi permetteva di fare le cose che la gente normale faceva regolarmente. 

Una crisi epilettica (luglio 2008) mi mise un'altra volta alle corde facendomi sprofondare nella depressione, per cui dovetti ricominciare di nuovo a lottare. Questa volta fui colpito al morale e mi attaccai alla cosa più cara: la famiglia. Spesso piangevo in quanto non trovavo una via di fuga a questo labirinto senza uscita. Per fortuna accudii i mie bambini e, con l'aiuto di mia moglie, riuscimmo a educare questi piccoli che avevano tanto bisogno del calore familiare, visto quanto hanno dovuto passato.


Malgrado ciò, nel settembre del 2008 salii le mie prime vette.: il Piz Prèvat in Levantina (Ticino - Suisse) e il Piz Scalotta a Bivio (
Grigioni - Suisse) e scattai una serie di fotografie di quelle belle regioni. Fu un'esperienza emozionante!


Il mio “Everest interiore” da scalare


Diversi medici avevano segnalato a mia moglie che le possibilità di miglioramenti erano seriamente compromesse e avrei avuto solo 24 mesi per sperare in un piccolo miglioramento. Sarebbe stato come scalare l'Everest essendo disabile fisicamente e mentalmente, ma nella mia mente, allineano dell'emisfero destro, qualcosa si stava sviluppando. La voglia di ritornare alla normalità. Ma come? L'unico modo possibile poteva essere solo quello di rifare tutte le azioni sviluppate in 45 anni della mia vita, ovvero da quando sono nato nel 1962. Sviluppare le mie capacità da «uno zero per cento» poteva anche farmi cadere le braccia, ma probabilmente, caparbio come sono sempre stato, ho sempre creduto a una filosofia in parte orientale (meditazione trascendentale, aïkido) e in parte scozzese (cornamusa, musica celtica). Ne è nato uno stile Braveheart, ovvero Cuore impavido. E me ne accorgo con il tempo, nel discutere, nell'agire e nel vivere quotidiano.


A dodici anni dalla mia grave malattia mi trovo a essere più libero ma in questo lasso di tempo ho dovuto lavorare sodo per rimettere a posto il mio fisico e sopratutto migliorare la parte della mente.





... alla prossima puntata!